{"id":2132,"date":"2015-04-09T11:59:34","date_gmt":"2015-04-09T09:59:34","guid":{"rendered":"http:\/\/mediatau.it\/centrotau\/?p=2132"},"modified":"2015-04-09T11:59:34","modified_gmt":"2015-04-09T09:59:34","slug":"lincappucciato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mediatau.it\/centrotau\/lincappucciato\/","title":{"rendered":"L\u2019Incappucciato"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: helvetica; font-size: 14pt;\">E\u2019 facile ignorare chi se ne sta confinato volontariamente al fondo dell\u2019aula, col cappuccio calato sulla testa, come un elmo, e solo la musica delle cuffiette a fargli da scudo. Il nemico, forse lui non sa nemmeno chi sia: il professore, che lo guarda dall\u2019alto della cattedra e lo biasima? I compagni, che non sanno come avvicinarsi alla sua rocca di ghiaccio? La scuola, imperfetta e nozionistica, che pretende d\u2019insegnarti come vivere, ma che nella pratica ti lascia morire? O i genitori, che corrono sempre dietro alle lancette di un orologio e si prostrano di fronte a troppa fatica? Forse il quartiere, che ti risucchia come un buco nero, che ti affoga nei suoi vicoli e nei suoi \u201cmisteri\u201d, quelli che tutti conoscono ma che fingono di non sapere. Allora \u00e8 stato lo Stato! Ma chi \u00e8 lo Stato? Io non lo conosco.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: helvetica; font-size: 14pt;\">Dicevo, \u00e8 facile ignorare tipi cos\u00ec. Pi\u00f9 che facile, \u00e8 comodo. Tu, prof, stai bene cos\u00ec. Ma l\u00ec, in quell\u2019angolo un po\u2019 pi\u00f9 buio del resto della classe, forse si soffre un la paura: quando ti siedi l\u00ec, il futuro ti sembra prerogativa di chi, invece, sta al primo banco a prendere appunti, e la campanella appare come l\u2019unica via di salvezza, l\u2019angelo liberatore che ti guider\u00e0 fuori dalle quattro mura della prigione che ti propinano spacciandola per il luogo in cui \u201cla tua mente si aprir\u00e0\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: helvetica; font-size: 14pt;\">Stronzate. All\u2019ultimo banco, la mente si ripiega in se stessa, si contorce, s\u2019inabissa, si dispera. Urla, l\u2019Incappucciato, ma chi lo sente? E\u2019 molto pi\u00f9 semplice concentrarsi sulla lezione, sull\u2019interrogazione impeccabile del primo della classe, sui segni che il gesso lascia sulla lavagna: il problema \u00e8 che quelle linee bianche il giorno dopo (o forse a distanza di qualche settimana, dipende quanta voglia di fare avr\u00e0 il bidello) saranno cancellate, ma per eliminare i solchi che l\u2019emarginazione e l\u2019incuria lasciano nell\u2019anima di un ragazzo e nella sua coscienza da adulto non basta un colpo di spugna.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: helvetica; font-size: 14pt;\">Ricreazione, scappa fuori. Fuma una sigaretta, forse una canna, perch\u00e9 dice che cos\u00ec si sfoga, cos\u00ec non ci pensa. Oltre che una pausa dall\u2019orario scolastico, quindi, l\u2019Invisibile si prende una pausa dai suoi pensieri.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: helvetica; font-size: 14pt;\">Rientrare non \u00e8 mai quello che vorrebbe, gli sembra di rubare tempo al suo lavoro in officina, che lo aspetta nel pomeriggio: fanculo i compiti, quelli mica ti danno da vivere\u2026 o da fumare. Ricade pesantemente sulla sedia scricchiolante, gli occhi fissi su un uomo in croce da cui non si sente n\u00e9 rappresentato, n\u00e9 protetto: ma anche lui \u00e8 stato inchiodato, a suo tempo. In croce, l\u2019Incappucciato si sente in croce. Bersaglio facile, ma gi\u00e0 colpito: pochi si divertono a sparare sulla Croce Rossa, e chi lo fa \u00e8 un criminale. \u201cBeh, se cos\u00ec fosse \u2013 pensa \u2013 in carcere ne avrei mandati tanti\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: helvetica; font-size: 14pt;\">Si apre la porta, la classe tace. Entra uno alto, con gli occhiali come schermi TV, barbuto e con in mano un casco. Lo appoggia sulla cattedra con cura, sistema la giacca sullo schienale e si accomoda. Poi sta zitto.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: helvetica; font-size: 14pt;\">Anche ai margini, quel tizio suscita curiosit\u00e0: perch\u00e9 non parla, che sta facendo? Tutti si sentono osservati, e di fatto lo sono. Un quarto d\u2019ora se n\u2019\u00e8 andato, e ormai nella stanza non si muove pi\u00f9 una mosca, tutti trattengono il fiato. A questo punto, il Barbuto s\u2019alza, scavalca e, finalmente, dice qualcosa: \u201cSono il vostro nuovo professore di Filosofia, ciao a tutti!\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: helvetica; font-size: 14pt;\">Quella secchiona di E. alza la mano: \u201cSiamo arrivati a Kant, La Critica della Ragion Pratica\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: helvetica; font-size: 14pt;\">Il professore storce il capo, la studia un po\u2019 e poi le sorride: \u201cCome ti chiami?\u201d, le domanda. Lei risponde che si chiama E., ed appare visibilmente imbarazzata.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: helvetica; font-size: 14pt;\">\u201cBene, E. . Ti ringrazio.\u201d<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: helvetica; font-size: 14pt;\">\u201cSi figuri! Invece, il prossimo argomento che dovremo affrontare \u00e8\u2026\u201d<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: helvetica; font-size: 14pt;\">\u201cNo, non hai capito! \u2013 ride il Barbuto \u2013 Ti ringrazio perch\u00e9 hai condiviso con me il tuo nome, una parte fondamentale della tua identit\u00e0. Non m\u2019interessa il programma, quello \u00e8 secondario. Sapete, io vengo pagato per insegnarvi l\u2019amore per il sapere, per la<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: helvetica; font-size: 14pt;\">conoscenza. Ma come potrei spiegarvi cose tanto complesse, se prima non sapeste chi siete voi? Cominciamo, quindi, la nostra prima lezione.\u201d<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: helvetica; font-size: 14pt;\">Tutti prendono il quaderno, tutti tranne l\u2019Incappucciato, s\u2019intende.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: helvetica; font-size: 14pt;\">Il prof se ne accorge e lo aspetta (in vano). Poi riprende: \u201cIl nome ed il cognome danno informazioni su chi siete: il primo vi parla del vostro presente, del tempo e dello spazio in cui vivete, il secondo del passato, delle vostre radici. Il nome ve lo hanno scelto i vostri genitori, no? Quindi voi, in parte, siete anche chi la vostra famiglia ha voluto che voi foste. Per\u00f2 non tutto dipende da questo, o sbaglio? Ogni giorno, fate scelte, grandi e piccole, che determinano chi, per esempio, sia E., o chi sono io: sono le decisioni che ci permettono di rapportarci con gli altri, ma soprattutto di rapportarci con noi stessi.\u201d<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: helvetica; font-size: 14pt;\">\u201cAh, quindi Lei intende la rivoluzione copernicana tra soggetto ed oggetto di cui Kant scrive nella Critica della Ragion pura!\u201d, esclama E., certa di aver colto il senso del discorso.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: helvetica; font-size: 14pt;\">\u201cTemo di doverti deludere ancora, non parlo a nome di Kant. Queste riflessioni nascono dal mio incontro con voi, niente di pi\u00f9. Per\u00f2, ho dimenticato di parlarvi di un ultimo fattore. C\u2019\u00e8 qualcos\u2019altro che vi contraddistingue: vediamo\u2026 tu, all\u2019ultimo banco! S\u00ec, tu con le cuffie. Via l\u2019mp3, devo chiederti una cosa!\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: helvetica; font-size: 14pt;\">Che? Deve chiedere qualcosa all\u2019Incappucciato? I ragazzi ridono, quello non sa mai niente. Lui, poco abituato ad interloquire con chicchessia, soprattutto a scuola, \u00e8 un po\u2019 stupito, ma non si scompone. Alza lo sguardo, ed aspetta.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: helvetica; font-size: 14pt;\">\u201cIdentificati\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: helvetica; font-size: 14pt;\">\u201cE.D.\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: helvetica; font-size: 14pt;\">\u201cNon basta.\u201d<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: helvetica; font-size: 14pt;\">\u201cChe vuole sapere?\u201d, chiede, impaziente.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: helvetica; font-size: 14pt;\">\u201cQualcosa di te: come sei?\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: helvetica; font-size: 14pt;\">Ci riflette un attimo su, la risposta affiora alle labbra come l\u2019acqua di un fiume che, dopo anni di secca, sta per straripare: \u201cSolo\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: helvetica; font-size: 14pt;\">E\u2019 la prima volta che l\u2019Incappucciato risponde alla domanda di un insegnante. Tutti aspettano la correzione del docente, che non si fa attendere, ed arriva con una dolcezza inaspettata: \u201cSbagliato, tu non sei solo. Sei unico\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: helvetica; font-size: 14pt;\">Silenzio tombale: diverse paia di occhi fissano sgranati l\u2019insegnante, altri ondeggiano tra lui e l\u2019Incappucciato.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: helvetica; font-size: 14pt;\">\u201cNon credo, professore.\u201d<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: helvetica; font-size: 14pt;\">\u201cIo invece lo credo. Tutti voi siete unici e, modestamente, lo sono anch\u2019io. E proprio questo \u00e8 ci\u00f2 che fa di noi chi realmente siamo: la nostra unicit\u00e0. Nessuno \u00e8 uguale ad un altro, e se qualcuno lo fosse, questo sarebbe un grave problema: il mondo morirebbe, perch\u00e9 la diversit\u00e0 \u00e8 ci\u00f2 che lo tiene in moto. La scuola di oggi, perci\u00f2, non va bene: per la signorina E., per esempio, andr\u00e0 benissimo studiare Kant, Fichte ed Hegel, ma che mi dite di ED.? Perch\u00e9 dovrei costringerlo a ficcarsi in testa roba di cui non gl\u2019importa niente, quando tutto ci\u00f2 che lui vorrebbe \u00e8 dare un senso alla sua vita? Non sar\u00e0 di certo l\u2019idealismo tedesco ad illuminargli la via: pi\u00f9 probabilmente, lui dovrebbe cercarla dentro s\u00e9, ed il mio compito, in quanto professore, sar\u00e0 fargli da guida. Questo discorso \u00e8 valido per ognuno di voi: nessuno ha bisogno di seguire lo stesso percorso dell\u2019altro, perch\u00e9 esistono strade lunghe e brevi, scorciatoie e navigatori satellitari. Quello che conta, per\u00f2, \u00e8 che ciascuno di voi arrivi alla SUA meta, non quella che un Ministero distante ha scelto per voi. Spero di potervi portare tutti dove meritate.\u201d<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: helvetica; font-size: 14pt;\">Non appena il Barbuto finisce di pronunciare queste parole, la campana suona di nuovo.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: helvetica; font-size: 14pt;\">Cacofonia di banchi e sedie spostati frettolosamente, urla, sussurri e risate.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: helvetica; font-size: 14pt;\">L\u2019Incappucciato si sveglia. Non \u00e8 cambiato assolutamente niente. Era tutto un sogno. Guarda fuori dalla finestra: sempre la solita Palermo, sempre la solita citt\u00e0 dimenticata e che si dimentica dei suoi figli.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: helvetica; font-size: 14pt;\">Quando l\u2019allarme elettronico smette di rantolare, la porta si apre. Entra uno alto, con gli occhiali come schermi TV, barbuto e con in mano un casco. Lo appoggia sulla cattedra con cura, sistema la giacca sullo schienale e si accomoda. Poi sta zitto.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 facile ignorare chi se ne sta confinato volontariamente al fondo dell\u2019aula, col cappuccio calato sulla testa, come un elmo, e solo la musica delle cuffiette a fargli da scudo. Il nemico, forse lui non sa nemmeno chi sia: il professore, che lo guarda dall\u2019alto della cattedra e lo biasima? I compagni, che non sanno [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[],"class_list":["post-2132","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-parlano-i-ragazzi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/mediatau.it\/centrotau\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2132","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/mediatau.it\/centrotau\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/mediatau.it\/centrotau\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mediatau.it\/centrotau\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mediatau.it\/centrotau\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2132"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/mediatau.it\/centrotau\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2132\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2133,"href":"https:\/\/mediatau.it\/centrotau\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2132\/revisions\/2133"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/mediatau.it\/centrotau\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2132"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/mediatau.it\/centrotau\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2132"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/mediatau.it\/centrotau\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2132"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}