Oltre i confini del CEP: l’Associazione San Giovanni Apostolo e la sfida vinta dai giovani della Rete I NEET

 In Progetto INEET - Cantieri, San Giovanni Apostolo, Senza categoria, Storie

#conosciamocimeglio è la nostra nuova rubrica dedicata agli Enti che fanno parte di questo progetto. Uno spazio periodico di approfondimento di ciascuna associazione che fa parte della Rete INEET e che ogni giorno opera sul campo con i nostri giovani, costruendo storie di riscatto, spesso difficili, ma contribuendo al successo del progetto. Iniziamo con l’Associazione San Giovanni Apostolo Onlus che si occupa dell’area territoriale comunemente nota come CEP, il centro espansione periferica che si sviluppa nella zona nord-ovest di Palermo negli anni Sessanta, a sud di Cruillas, come risultato di un intervento massiccio di edilizia popolare e di lottizzazione di quell’area rurale ai piedi di Monte Cuccio, mettendo a rischio l’integrità del paesaggio.

Il degrado architettonico, la mancanza di strutture adeguate, che hanno causato negli anni quel senso di ghettizzazione nei residenti, continuano a essere presenti. E proprio intorno a quello che è forse il suo unico edificio di riferimento, la chiesa di San Giovanni Apostolo, in via Barisano da Trani, sorge l’omonima associazione, oggi in usufrutto nei locali della Chiesa.

Presente da 25 anni, San Giovanni Apostolo Onlus oggi è un punto di riferimento fondamentale di questo territorio, al centro della rete che qui opera e fulcro della comunità educante. Dopo un percorso avviato nei mesi precedenti, grazie alle attività con i ragazzi e le ragazze a rischio dispersione scolastica, al San Giovanni Apostolo sono riusciti a far superare gli esami di terza media a chi fino a pochissimo tempo fa sembrava fuori, irrimediabilmente, dal percorso scolastico. La maggior parte di loro, tra i 15 e i 16 anni, ha trovato nel centro una motivazione e un metodo per tornare tra i libri. Hanno superato la frustrazione della bocciatura e di ritrovarsi ai margini di un ambiente, quello scolastico, in cui non riuscivano a inserirsi. Con gli operatori e le operatrici del centro, hanno svolto attività didattiche tutti i giorni, e da metà maggio, hanno seguito percorsi intensivi e personalizzati. Molti hanno dimostrato di essere bravi, racconta il coordinatore Vincenzo Pillitteri, e lo abbiamo visto anche negli occhi dei ragazzi questo cambiamento. La maggior parte di loro, infatti, soffre di una forma di ansia sociale, per cui non riescono nemmeno ad andare a scuola. Qui si sentono in un ambiente più protetto, familiare, non hanno ansia del voto o della prestazione e imparano a vivere con più normalità e corresponsabilità lo studio e la prestazione scolastica. Il gruppo, in questi mesi, ha partecipato anche a Calciando in Rete, e ha svolto anche le attività trasversali di Legambiente e InformaGiovani, altri partner del progetto. A fianco di Vincenzo e della responsabile Antonietta Fazio, a lavorare con il gruppo Neet ci sono Carmen Cono, educatrice e Matteo di Fiore, animatore. Tutti insieme hanno costruito un successo, che qui al San Giovanni Apostolo Onlus è inteso come non scontato e giornaliero: piccole conquiste che passo dopo passo, gli operatori si portano a casa, così come un sorriso o un abbraccio, pezzi di relazioni che vanno sempre alimentate e, spesso, ricostruite.

Il progetto I NEET nei Cantieri del (come) Fare, finanziato dall’Agenzia per la Coesione Territoriale nell’ambito del fondo, ha l’obiettivo di attivare un processo in rete finalizzato a promuovere opportunità per favorire percorsi educativi, di istruzione, di formazione, inclusione sociale e lavorativa a favore di giovani tra 14 e 17 anni a rischio di dispersione scolastica e di abbandono e formativo. Integrando centri educativi, enti formativi, agenzie per il lavoro, associazioni ed enti istituzionali, il progetto si sviluppa su sette aree territoriali della città – Brancaccio/Settecannoli, Kalsa, Borgovecchio/Montepellegrino, Albergheria, Zisa/Danisinni, San Filippo Neri (ZEN), San Giovanni Apostolo (CEP), fortemente caratterizzate dalla presenza della povertà educativa e da alti tassi di criminalità.

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