Tra le insulae dello ZEN: un baluardo di riscatto e legalità per i giovani di San Filippo Neri

 In Progetto INEET - Cantieri, San Filippo Neri, Storie

Per #conosciamocimeglio, la nostra rubrica dedicata agli enti del progetto I NEET nei Cantieri del (come) Fare, oggi scopriamo meglio le che operano nel vasto territorio della zona nord della città, tra il Monte Pellegrino e il Monte Gallo. San Filippo Neri, comunemente noto come ZEN (Zona Espansione Nord), è uno degli ultimi grandi quartieri popolari realizzati a Palermo a partire dal secondo dopoguerra in risposta a una fortissima emergenza abitativa. Un tempo area verde, la Piana dei Colli è stata ridimensionata in modo significativo con l’attuazione del piano regolatore del 1962 e della speculazione edilizia nota come sacco di Palermo.

Fortemente radicata in questo contesto, l’associazione Laboratorio Zen Insieme è attiva dal 1988, quando un gruppo di assistenti sociali, operatori e semplici cittadini decise di indirizzare l’attività verso i giovani e le giovani donne del quartiere. Da allora ha sempre portato avanti processi di welfare di comunità e di crescita sociale ed economica. Spinto da uno spirito vocato al reale radicamento, Laboratorio Zen Insieme ha aperto un centro proprio dentro una delle insulae dello Zen. Il messaggio è stato chiaro sin da subito: il centro vuole essere un baluardo di legalità, riscatto e opportunità per le nuove generazioni in uno dei quartieri più isolati e complessi della città.

Questo forte legame con il territorio ha reso l’associazione il partner ideale per attuare il progetto a San Filippo Neri. Qui, un’equipe multidisciplinare di professionisti realizza interventi socio-educativi rivolti ai minori tra i 14 e i 17 anni in situazione di vulnerabilità e di forte disagio multifattoriale, spesso fuori o ai margini del circuito scolastico formativo. Il servizio opera in raccordo con le agenzie educative, i servizi sociali e le famiglie. L’attività viene svolta in spazi informali, individualmente o per piccoli gruppi, e per ciascun ragazzo viene previsto un progetto e un patto educativo che coinvolge l’intera rete di supporto.

In questi mesi l’equipe ha realizzato percorsi di orientamento e di progettazione personale, individuando opportunità in linea con la mission dell’associazione: la lotta alla povertà educativa attraverso la rimozione delle cause del disagio. Un esempio concreto è il supporto fornito ai giovani per gli esami di terza media, molti dei quali provenienti dalla scuola Borgese. Grazie al sostegno costante, ragazzi con iter scolastici altalenanti sono riusciti a non perdere l’anno e a presentarsi all’esame di licenza media. Le realtà di provenienza sono spesso dure: problemi familiari ed economici possono rappresentare un facile aggancio per la criminalità. Come spiega Giovanna Cumbo, ci si confronta spesso con percorsi difficili e dolorosi, e non sempre è immediato coinvolgere i giovani in un nuovo cammino.

In questo sforzo collettivo l’associazione Lievito collabora attivamente proponendo attività ludico-ricreative e sostegno scolastico dal 2003, occupandosi di formare gli adolescenti attraverso percorsi di crescita condivisi. Al fianco di Zen Insieme c’è anche il CIRF, che svolge un ruolo fondamentale di orientamento e tutoraggio. Gli obiettivi del CIRF riguardano la creazione di strumenti per l’interazione tra i sistemi dell’istruzione e del lavoro, promuovendo percorsi di inclusione sociale e progetti connessi alla responsabilità sociale delle imprese.

A guidare questo lavoro sul campo, insieme alla coordinatrice Giovanna Cumbo, operano Gabriele D’Amico, Alessandra Morana e Sara Pavia, con Salvatore Casella come referente del progetto.

Il progetto I NEET nei Cantieri del (come) Fare, finanziato dall’Agenzia per la Coesione Territoriale nell’ambito del fondo, ha l’obiettivo di attivare un processo in rete finalizzato a promuovere opportunità per favorire percorsi educativi, di istruzione, di formazione, inclusione sociale e lavorativa a favore di giovani tra 14 e 17 anni a rischio di dispersione scolastica e di abbandono. Integrando centri educativi, enti formativi, agenzie per il lavoro, associazioni ed enti istituzionali, il progetto si sviluppa su sette aree territoriali della città: Brancaccio/Settecannoli, Kalsa, Borgovecchio/Montepellegrino, Albergheria, Zisa/Danisinni, San Filippo Neri (ZEN), San Giovanni Apostolo (CEP), tutte aree caratterizzate dalla necessità di interventi mirati contro la povertà educativa.

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