{"id":205,"date":"2024-09-19T16:06:25","date_gmt":"2024-09-19T14:06:25","guid":{"rendered":"http:\/\/mediatau.it\/progettocoesioneineet\/?page_id=205"},"modified":"2024-09-20T13:26:32","modified_gmt":"2024-09-20T11:26:32","slug":"rassegna-stampa","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/mediatau.it\/progettocoesioneineet\/rassegna-stampa\/","title":{"rendered":"Rassegna Stampa"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-cover\"><span aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-cover__background has-background-dim\"><\/span><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" class=\"wp-block-cover__image-background wp-image-228\" alt=\"\" src=\"http:\/\/mediatau.it\/progettocoesioneineet\/wp-content\/uploads\/sites\/22\/2024\/09\/pixnio-228994-4924x3283-1-1024x1024.jpeg\" data-object-fit=\"cover\" srcset=\"https:\/\/mediatau.it\/progettocoesioneineet\/wp-content\/uploads\/sites\/22\/2024\/09\/pixnio-228994-4924x3283-1-1024x1024.jpeg 1024w, https:\/\/mediatau.it\/progettocoesioneineet\/wp-content\/uploads\/sites\/22\/2024\/09\/pixnio-228994-4924x3283-1-300x300.jpeg 300w, https:\/\/mediatau.it\/progettocoesioneineet\/wp-content\/uploads\/sites\/22\/2024\/09\/pixnio-228994-4924x3283-1-150x150.jpeg 150w, https:\/\/mediatau.it\/progettocoesioneineet\/wp-content\/uploads\/sites\/22\/2024\/09\/pixnio-228994-4924x3283-1-1536x1536.jpeg 1536w, https:\/\/mediatau.it\/progettocoesioneineet\/wp-content\/uploads\/sites\/22\/2024\/09\/pixnio-228994-4924x3283-1-2048x2048.jpeg 2048w, https:\/\/mediatau.it\/progettocoesioneineet\/wp-content\/uploads\/sites\/22\/2024\/09\/pixnio-228994-4924x3283-1-scaled-600x600.jpeg 600w, https:\/\/mediatau.it\/progettocoesioneineet\/wp-content\/uploads\/sites\/22\/2024\/09\/pixnio-228994-4924x3283-1-100x100.jpeg 100w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><div class=\"wp-block-cover__inner-container is-layout-flow wp-block-cover-is-layout-flow\">\n<p class=\"has-text-align-center has-large-font-size\">Rassegna Stampa<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p>FONTE: AVVENIRE | 14 SETTEMBRE 2024<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><em>Giovani Neet.<\/em>\u00a0Disparit\u00e0 e sfide tra aree urbane e rurali<\/h2>\n\n\n\n<p>Maurizio Carucci&nbsp;sabato 14 settembre 2024<\/p>\n\n\n\n<p>Continuano a diminuire i giovani tra i 15 e i 29 anni che non sono pi\u00f9 inseriti in un percorso scolastico\/formativo e non sono impegnati in un&#8217;attivit\u00e0 lavorativa, i cosiddetti Neet. Lo rileva l&#8217;<strong>Istat<\/strong>, nel rapporto pubblicato su&nbsp;<em>Livelli di istruzione e ritorni occupazionali, anno 2023<\/em>, spiegando che in Italia, la quota di Neet sul totale dei 15-29enni, stimata al 16,1% per il 2023, registra un ulteriore importante calo (-2,9 punti percentuali rispetto al 2022) e si attesta su un valore inferiore a quello del 2007 (18,8%). \u00abIl forte aumento determinato dalla crisi economica mondiale del 2008 e dalla conseguente crisi occupazionale (la quota aveva raggiunto il 26,2% nel 2014, con un incremento decisamente maggiore di quello medio europeo) \u00e8 stato dunque completamente riassorbito\u00bb, si legge nel report, in cui si osserva che nell&#8217;Ue, il valore italiano \u00e8 tuttavia inferiore soltanto a quello della Romania (19,3%) e decisamente pi\u00f9 elevato di quello medio europeo (11,2%), di quello spagnolo e francese (12,3%, entrambi) e di quello tedesco (8,8%). L&#8217;incidenza di Neet, nella classe di et\u00e0 tra i 15 e i 19 anni, \u00e8 molto contenuta (6,3%) per effetto dell&#8217;alta partecipazione a percorsi di istruzione (l&#8217;89,7% \u00e8 in formazione). L&#8217;incidenza sale invece al 19,0% nella classe di et\u00e0 20-24 e al 22,7% tra i 25-29enni, tra i quali diminuisce la partecipazione al sistema educativo &#8211; rispettivamente a meno di uno su due e meno di uno su cinque &#8211; e sale la partecipazione al mercato del lavoro (pi\u00f9 marcatamente tra i 25-29enni). La quota di Neet sul totale dei 15-29enni nel 2023 \u00e8 diminuita sia per le donne sia, in misura leggermente superiore, per gli uomini: il divario rimane marcato (14,4% per gli uomini contro 17,8%). La quota di Neet \u00e8 pi\u00f9 elevata nel Mezzogiorno rispetto al resto del Paese (24,7% contro 10,8% nel Nord e 12,3% nel Centro) e tra gli stranieri rispetto agli italiani (raggiunge il 25,2% contro il 15,1% tra gli italiani).<\/p>\n\n\n\n<p>Per continuare a leggere vai all&#8217;articolo <a href=\"https:\/\/www.avvenire.it\/economia\/pagine\/giovani-neet-disparita-e-sfide-tra-aree-urbane-e-rurali\">https:\/\/www.avvenire.it\/economia\/pagine\/giovani-neet-disparita-e-sfide-tra-aree-urbane-e-rurali<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>________________________<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>I NEET, giovani tra rassegnazione e marginalit\u00e0<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>FONTE: DAILY CASES | 30 LUGLIO 2024<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il dramma della generazione&nbsp; NEET, ovvero giovani che non lavorano, non studiano e non seguono una formazione (<strong><em>N<\/em><\/strong><em>ot in&nbsp;<strong>E<\/strong>ducation,&nbsp;<strong>E<\/strong>mployment or&nbsp;<strong>T<\/strong>raining<\/em>).<\/h2>\n\n\n\n<p><strong>&nbsp;di Antonio Virgili \u2013 vicepresidente Lidu onlus<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Negli ultimi decenni, un numero considerevole di ricerche sui giovani ha evidenziato la diversit\u00e0 dei modelli di vita dei giovani contemporanei, in quanto la progressione verso l\u2019et\u00e0 adulta \u00e8 diventata sempre pi\u00f9 prolungata, frammentata e in gran parte imprevedibile. Diversamente da quanto alcuni affermano, circa la \u201cinvenzione\u201d della categoria dei giovani, essa \u00e8 invece il risultato delle trasformazioni sociali ed economiche dell\u2019ultimo secolo, che hanno dilatato a dismisura il periodo intermedio tra adolescenza e et\u00e0 adulta, sfumando i ruoli sociali e i relativi status, e deregolamentando il passaggio tra et\u00e0 giovanile e et\u00e0 adulta. Congiuntamente, l\u2019alto livello dei tassi di disoccupazione giovanile osservato durante la crisi economica ha suscitato preoccupazioni economiche e sociali, poich\u00e9 in Europa la disoccupazione ha colpito duramente proprio i pi\u00f9 giovani.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2013 nell\u2019UE-27 si era registrato un picco di disoccupazione media del 24,4%, ma in alcuni Stati membri il tasso aveva raggiunto il 50%, per tale motivo affrontare la disoccupazione giovanile \u00e8 diventato un tema prioritario dell\u2019agenda politica europea degli ultimi dieci anni. &nbsp;A partire dal 2014, le autorit\u00e0 dell\u2019UE hanno lanciato il pi\u00f9 grande pacchetto finanziario specificamente rivolto alla popolazione giovanile (<em>Youth on the Move<\/em>), con l\u2019obiettivo di migliorare le prestazioni dei sistemi di istruzione, incentivare la creazione di posti di lavoro e facilitare l\u2019ingresso dei giovani nel mercato del lavoro. I problemi che possono scaturire dal rischio di una cosiddetta \u201cgenerazione perduta\u201d hanno spinto a comprendere meglio la complessa natura del fenomeno giovanile, cos\u00ec sociologi e funzionari hanno iniziato a adottare nuovi modi per classificare e stimare la prevalenza della vulnerabilit\u00e0 del mercato del lavoro tra i giovani, utilizzando anche la definizione di NEET, ovvero: giovani che non lavorano, non studiano e non seguono una formazione (<strong><em>N<\/em><\/strong><em>ot in&nbsp;<strong>E<\/strong>ducation,&nbsp;<strong>E<\/strong>mployment or&nbsp;<strong>T<\/strong>raining<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>Nata nel Regno Unito negli anni \u201980, tale denominazione \u00e8 poi stata adottata dal Comitato per l\u2019occupazione della Commissione europea (EMCO), che nel 2010 ha concordato una definizione e una metodologia per un indicatore volto a misurare e monitorare le tendenze della popolazione NEET dell\u2019Unione europea nell\u2019ambito della strategia Horizon 2020.&nbsp; Una volta entrato nel dibattito politico europeo, il termine NEET \u00e8 diventato rapidamente uno strumento per attirare l\u2019attenzione dell\u2019opinione pubblica sulle molteplici vulnerabilit\u00e0 dei giovani e per mobilitare gli sforzi di ricercatori e politici nell\u2019affrontare il problema. Da allora, la classificazione NEET \u00e8 stata ampiamente utilizzata nel dibattito e nei&nbsp;<em>media<\/em>&nbsp;europei.&nbsp; &nbsp;&nbsp;L\u2019aumento del numero di giovani che non lavorano, non studiano e non seguono corsi di formazione \u00e8 foriero di numerosi problemi ed \u00e8 stato riscontrato che la condizione di NEET ha conseguenze negative diffuse per gli individui, le comunit\u00e0 e le societ\u00e0, ad esempio un minore benessere, un aumento dell\u2019esclusione sociale e una minore crescita economica. I NEET sembrano oramai un problema globale che colpisce ovunque i giovani di et\u00e0 compresa tra i 15 e i 24 anni in particolare (nella classificazione ISTAT i NEET comprendono i giovani dai 15 ai 34 anni, l\u2019EUROSTAT usa la fascia 15-29 anni).<\/p>\n\n\n\n<p>Prima della crisi economica del 2008-2009, i tassi di NEET stavano diminuendo in tutta Europa, nel 2008 si era registrato il livello pi\u00f9 basso di NEET per tutte le categorie di et\u00e0. Tuttavia, con l\u2019inizio della crisi economica, questo miglioramento \u00e8 terminato bruscamente e i tassi di NEET sono aumentati notevolmente. I tassi europei di NEET hanno raggiunto il massimo nel 2013, quando in media il 15,9% dei giovani di et\u00e0 compresa tra 15 e 29 anni era NEET, rispetto al 13% del 2008. I tassi di NEET hanno poi iniziato a diminuire lentamente, scendendo sotto il 15% nel 2015 per i giovani di et\u00e0 compresa tra 15 e 29 anni. In termini di caratteristiche socioeconomiche, le analisi dell\u2019EU rivelano una notevole eterogeneit\u00e0 tra gli Stati membri. A livello europeo, i NEET sono pi\u00f9 numerosi tra le donne che tra gli uomini. Nella categoria di et\u00e0 15-29 anni, il tasso di NEET femminile era del 16,7% a livello europeo nel 2015, rispetto al 13% dei maschi. &nbsp;Sebbene si riscontri una notevole variabilit\u00e0 di genere a livello di Stati membri, in Lussemburgo, Cipro, Croazia e Finlandia la quota di giovani maschi \u00e8 superiore a quella delle giovani donne tra i NEET.<\/p>\n\n\n\n<p>Al contrario, il divario di genere tra i NEET \u00e8 maggiore nel Regno Unito, in Germania, a Malta, in Ungheria e nella Repubblica Ceca, dove la grande maggioranza dei NEET in questa categoria di et\u00e0 sono giovani donne.&nbsp; I disoccupati di breve durata sono la categoria pi\u00f9 numerosa tra i NEET in Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Svezia e Regno Unito. Questo gruppo varia dal 39% del Lussemburgo al 28% del Belgio e della Finlandia. Tutti questi Paesi sono inoltre caratterizzati da un tasso di NEET inferiore alla media UE, il che indica che i giovani riescono a entrare pi\u00f9 rapidamente nel mercato del lavoro.&nbsp; Al contrario, in Irlanda e in alcuni Paesi dell\u2019Europa centrale e mediterranea, come Croazia, Grecia,&nbsp;<strong>Italia<\/strong>, Portogallo, Slovenia e Spagna, il gruppo pi\u00f9 numeroso di NEET \u00e8 composto da disoccupati di lunga durata. Ci\u00f2 \u00e8 in parte dovuto alla crisi economica, ma indica anche problemi strutturali pi\u00f9 profondi nella transizione dei giovani dalla scuola al lavoro. La dimensione di questa coorte varia dal 48% in Grecia al 26% in Italia, e in tutti questi Stati membri \u00e8 ben al di sopra della media UE. Sia in Italia che in Croazia, la percentuale di giovani che sono lavoratori scoraggiati \u00e8 anch\u2019essa ben al di sopra della media UE.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo la pandemia di COVID-19, il numero di giovani NEET \u00e8 generalmente aumentato. Secondo uno studio dell\u2019Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), il tasso globale di NEET giovanili \u00e8 aumentato dell\u20191,5% tra il 2019 e il 2020, raggiungendo il livello pi\u00f9 alto da almeno 15 anni a questa parte. &nbsp;Gli sforzi della ricerca e delle politiche si sono concentrati soprattutto sulla comprensione dei fattori di rischio associati alla condizione di NEET tra i giovani. La transizione dei giovani NEET verso percorsi di vita produttivi e soddisfacenti \u00e8 impegnativa, ostacolata da diverse barriere e spesso si tramuta in contratti precari temporanei. &nbsp;A livello globale, la condizione di NEET \u00e8 emersa come una presenza crescente, con tassi di prevalenza compresi tra il 6 e il 30% nei Paesi OCSE. La maggior parte dei giovani NEET proviene da contesti svantaggiati ed \u00e8 vulnerabile alle avversit\u00e0 come la povert\u00e0, gli scarsi risultati scolastici, i problemi di salute e la mancanza di sostegno sociale, anche prima di lasciare l\u2019istruzione.&nbsp;&nbsp; Diversi fattori individuali, familiari e sociali sono stati associati a un aumento del rischio di NEET nei giovani. Tuttavia, le evidenze esistenti su questo tema sono caratterizzate da ampia eterogeneit\u00e0 e incertezza riguardo alla forza comparativa dei diversi fattori o alla potenziale presenza di effetti mitigatori. La ricerca su questo tema \u00e8 stata frammentata tra le varie discipline, popolazioni e disegni di studio, sottolineando la necessit\u00e0 di andare oltre l\u2019attenzione esclusiva a questioni specifiche, come il miglioramento della salute mentale o la riduzione dei tassi di abbandono scolastico. Alcune meta-analisi e delle revisioni sistematiche hanno fornito una panoramica pi\u00f9 completa dei fattori di rischio per i NEET, che restano comunque diversificati e molteplici.<\/p>\n\n\n\n<p>Degli studi si sono concentrati su un numero limitato di dimensioni, come il benessere psicosociale o la salute mentale, piuttosto che adottare una prospettiva sistemica d\u2019insieme. &nbsp;Altri studi hanno evidenziato associazioni tra i problemi comportamentali degli adolescenti, l\u2019abuso di sostanze, i problemi con i coetanei, le abilit\u00e0 prosociali, l\u2019auto-riflessione, le aspirazioni e l\u2019attivit\u00e0 fisica con i risultati scolastici e occupazionali nella giovane et\u00e0 adulta, spesso accompagnati da comuni problemi di salute mentale. Hanno confermato che i giovani con problemi di salute mentale hanno maggiori probabilit\u00e0 di diventare NEET rispetto a quelli senza problemi di salute mentale.&nbsp; In particolare, l\u2019ansia, un problema di salute mentale sempre pi\u00f9 diffuso, \u00e8 emersa come un fattore rilevante nell\u2019indagine. L\u2019ansia influenza in modo significativo la probabilit\u00e0 di rientrare nella categoria dei NEET, anche se non \u00e8 certo il fattore determinante. L\u2019esame del benessere psico-sociale ha per\u00f2 fornito indicazioni utili poich\u00e9 i problemi sociali, antropologici e psicologici hanno un impatto significativo sullo status di NEET, evidenziando la complessa connessione tra contesto sociale, benessere mentale e il disimpegno crescente dei giovani dall\u2019istruzione o dal lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcuni disturbi depressivi potrebbero avere un ruolo nell\u2019aumentare la probabilit\u00e0 che i giovani diventino NEET, cos\u00ec come la marginalit\u00e0 sociale e una visione pessimistica delle dinamiche sociali. &nbsp;Tra i fattori antropologici e sociologici rilevanti associati ai NEET c\u2019\u00e8 quello che, secondo Eurostat, \u00e8 lo \u201cscoraggiamento\u201d, un concetto utilizzato per descrivere coloro che sono senza lavoro e disponibili a lavorare, ma che non cercano un lavoro perch\u00e9 ritengono che non ci sia lavoro disponibile o sia retribuito troppo poco. Questa condizione \u00e8 influenzata dal ciclo economico, ma anche dalla mancanza di conoscenze su come o dove cercare lavoro, la difficolt\u00e0 di trovare un lavoro che corrisponda ai propri livelli di competenza o l\u2019indisponibilit\u00e0 a trasferirsi quando non ci siano posti di lavoro nella propria zona di residenza.&nbsp; In Italia si \u00e8 stimato che circa il 45% delle persone classificate come disoccupate e il 10% di quelle classificate come inattive lavorano in realt\u00e0 in modo irregolare e precario. Alcuni autori suggeriscono di escludere dai NEET i cosiddetti falsi NEET, ovvero coloro che sono tecnicamente in una situazione di NEET, ma lo sono volontariamente, in quanto non considerano il proprio status di NEET un problema per s\u00e9 stessi.<\/p>\n\n\n\n<p>In Italia. indipendentemente dal livello di istruzione e dal settore di studio, la quota di NEET \u00e8 pi\u00f9 alta per le donne, i residenti del Sud e delle Isole e gli immigrati. Questi gruppi soffrono di uno svantaggio legato a molti fattori, essi sono esposti alle condizioni economiche pi\u00f9 sfavorevoli del Sud Italia, dove i tassi di disoccupazione giovanile sono molto elevati, e agli stereotipi legati al genere o alla razza. Di conseguenza, le donne e i giovani che vivono nel Sud Italia, anche se pi\u00f9 istruiti di altri giovani, subiscono una maggiore penalizzazione e sono spinti a migrare impoverendo ulteriormente il tessuto sociale meridionale e rallentandone l\u2019incremento di efficienza. &nbsp;Pure altri fattori esterni influenzano significativamente questi risultati, tra questi la mancanza di servizi adeguati alle persone in et\u00e0 avanzata e per la cura dei bambini \u2013 che penalizza soprattutto le donne, che assumono il ruolo principale di&nbsp;<em>care giver<\/em>&nbsp;\u2013 e nell\u2019economia informale o sommersa, che impegna lavoratori irregolari, soprattutto tra gli immigrati e i residenti del Sud e delle Isole, cos\u00ec come la scarsa efficienza di molti servizi nel Sud.<\/p>\n\n\n\n<p>per continuare a leggere <a href=\"https:\/\/thedailycases.com\/i-neet-giovani-tra-rassegnazione-e-marginalita\/\">https:\/\/thedailycases.com\/i-neet-giovani-tra-rassegnazione-e-marginalita\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>FONTE: AVVENIRE | 14 SETTEMBRE 2024 Giovani Neet.\u00a0Disparit\u00e0 e sfide tra aree urbane e rurali Maurizio Carucci&nbsp;sabato 14 settembre 2024 Continuano a diminuire i giovani tra i 15 e i 29 anni che non sono pi\u00f9 inseriti in un percorso scolastico\/formativo e non sono impegnati in un&#8217;attivit\u00e0 lavorativa, i cosiddetti Neet. Lo rileva l&#8217;Istat, nel [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1001085,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"class_list":["post-205","page","type-page","status-publish","hentry"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/mediatau.it\/progettocoesioneineet\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/205","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/mediatau.it\/progettocoesioneineet\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/mediatau.it\/progettocoesioneineet\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mediatau.it\/progettocoesioneineet\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1001085"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mediatau.it\/progettocoesioneineet\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=205"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/mediatau.it\/progettocoesioneineet\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/205\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":233,"href":"https:\/\/mediatau.it\/progettocoesioneineet\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/205\/revisions\/233"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/mediatau.it\/progettocoesioneineet\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=205"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}